BLOG

L. delega in materia di disabilità: in arrivo il decreto disabilità e accomodamento ragionevole

Attualità - Redazione - 25 Febbraio 2024

 

 

Online lo schema di decreto legislativo e il dossier parlamentare in tema di Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato.

Pubblicato il 19 febbraio 2024, lo schema di decreto legislativo attua la delega della L. 22 dicembre 2021, n. 227, per la revisione e il riordino delle disposizioni vigenti in materia di disabilità.

Si tratta del terzo schema presentato alle Camere ai sensi della suddetta disciplina di delega; esso concerne la disciplina della condizione di disabilità e della relativa normativa di settore, della valutazione
di base, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale (personalizzato e partecipato).
Si ricorda, in via di sintesi, che:
– il primo schema di decreto legislativo presentato alle Camere concerneva la riqualificazione dei servizi pubblici in materia di inclusione e accessibilità da parte dei soggetti con disabilità; il testo definitivo poi adottato è il decreto legislativo 13 dicembre 2023, n. 222, “Disposizioni in materia di riqualificazione dei servizi pubblici per l’inclusione e l’accessibilità, in attuazione dell’articolo 2, comma 2, lettera e), della legge 22 dicembre 2021, n. 227” (Gazzetta Ufficiale n. 9 del 13 gennaio 2024);
– il secondo schema di decreto legislativo, recante l’istituzione dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, è stato  adottato dal Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2024 (ed è in attesa
di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale).
Questo schema di decreto legislativo in esame A.G. n. 122 riguarda gli altri profili oggetto della complessiva disciplina di delega.

Ripercorrendo il dossier, di particolare interesse è la novella della l. n. 104/1992, contenuta nell’art. 17 dello schema.

La lettera a) introduce nell’articolo 5 della legge succitata il nuovo comma 1-bis, in base al quale la rimozione delle cause invalidanti, la promozione dell’autonomia e la realizzazione dell’integrazione sociale della persona con disabilità sono realizzate “anche” attraverso l’accomodamento ragionevole.
La lettera b) introduce nella legge 104/1992 il nuovo articolo 5-bis, rubricato  “Accomodamento ragionevole”.
Il comma 1 del suddetto art. 5-bis stabilisce che l’accomodamento ragionevole, ai sensi dell’articolo 2 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13 dicembre 2006, consiste nelle modifiche e negli adattamenti necessari ed appropriati che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo adottati, ove ve ne sia necessità in casi particolari, per garantire alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali, nei casi in cui l’applicazione delle disposizioni di legge non ne garantisca l’effettivo e tempestivo esercizio.
Il comma in esame ricalca il contenuto del citato articolo 2 della Convenzione di New York, con l’aggiunta della specificazione che l’accomodamento ragionevole è un istituto “di chiusura” del sistema di tutela, cioè utilizzabile laddove l’applicazione delle disposizioni di legge non garantisca la necessaria tutela dei diritti della persona con disabilità, in termini di effettività e tempestività.
Il successivo comma 2 chiarisce che l’accomodamento ragionevole è attivato in via sussidiaria e non sostituisce e né limita il diritto al pieno accesso alle prestazioni, servizi e sostegni riconosciuti dalla legislazione vigente.

In base al comma 3, la facoltà di richiedere, con apposita istanza scritta, alla pubblica amministrazione, ai concessionari di pubblici servizi e ai soggetti privati l’adozione di un accomodamento ragionevole, anche formulando una proposta, spetta alla persona con disabilità, all’esercente la responsabilità genitoriale in caso di minore, al tutore, all’amministratore di sostegno se dotato dei poteri.

Il successivo comma 4 prevede la partecipazione della persona con disabilità – e non anche, eventualmente, degli altri soggetti indicati dal comma 3 – al procedimento di individuazione dell’accomodamento ragionevole.
L’accomodamento ragionevole, in base al comma 5, deve risultare adeguato, pertinente e appropriato rispetto all’entità della tutela da accordare e alle condizioni di contesto nel caso concreto e compatibile con le risorse effettivamente disponibili allo scopo

Nella sua definizione, ai sensi del comma 6, deve essere previamente verificata la possibilità di accoglimento della proposta (eventualmente) presentata dal richiedente ai sensi del comma 3.

Il comma 7, come modificato ai sensi dell’intesa sancita in Conferenza Unificata, stabilisce che la pubblica amministrazione, nel provvedimento finale, tiene conto delle esigenze della persona con disabilità anche attraverso gli incontri personalizzati “di cui all’articolo 1, comma 1-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241”, concludendo il procedimento con diniego motivato, ove non sia possibile accordare l’accomodamento ragionevole richiesto, e con l’indicazione dell’accomodamento più prossimo secondo i principi del comma 5 (adeguatezza, pertinenza, appropriatezza, compatibilità con le risorse disponibili).

Invero, su questo punto, si segnala che il Consiglio di Stato, nell’ambito del parere sullo schema in esame, ha rilevato che il richiamo dell’articolo 1, comma 1-bis, della legge n. 241/1990 è inconferente. Tale comma – si ricorda – prevede che la pubblica amministrazione, nell’adozione di atti di natura non autoritativa, agisca secondo le norme di diritto privato, salvo che la legge disponga diversamente.

Il comma 8 stabilisce che avverso il diniego di accomodamento ragionevole da parte della pubblica amministrazione, ovvero nei casi di cui al comma 7, è ammesso ricorso ai sensi della legge 1° marzo 2006, n. 67.
Il comma 9 fa espressamente salva, ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo istitutivo del Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, la facoltà dell’istante e delle associazioni legittimate ad agire in nome e per conto di questi di chiedere al Garante medesimo di verificare la discriminazione per rifiuto di accomodamento ragionevole da parte della pubblica amministrazione e anche di formulare una proposta di accomodamento ragionevole.

Il comma 10 prevede i rimedi esperibili in caso di rifiuto dell’accomodamento ragionevole opposto da parte di un concessionario di pubblico servizio. Si prevede che l’istante e le succitate associazioni, ferma restando la facoltà di agire in giudizio ai sensi della legge n. 67/2006, possano chiedere al Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità di verificare la discriminazione per rifiuto di accomodamento ragionevole proponendo o sollecitando, anche attraverso l’autorità di settore o di vigilanza, accomodamenti ragionevoli idonei a superare le criticità riscontrate.

Sullo schema è stata raggiunta l’intesa in  Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 10 gennaio scorso.

I decreti legislativi in oggetto devono essere adottati entro il 15 marzo 2024 e, in base al cronoprogramma previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), i medesimi decreti devono entrare in vigore entro il 30 giugno 2024.

 

 

Potrebbe interessarti anche