Sport e inclusione: gli atleti paralimpici e i Gruppi sportivi dello Stato
Sinossi: L’articolo analizza il rapporto tra sport e inclusione lavorativa nella prospettiva degli atleti paralimpici e del loro inserimento nei Gruppi sportivi dello Stato. Dopo una ricostruzione dei principi costituzionali e sovranazionali che presiedono al rapporto tra diritto al lavoro nello sport e disabilità, il contributo esamina criticamente il d.lgs. n. 36/2021, valutandone l’effettiva capacità di garantire pari opportunità di accesso e di trattamento lavorativo degli atleti paralimpici rispetto agli atleti non disabled. L’analisi riscontra persistenti disomogeneità sia nelle modalità di reclutamento sia nella qualificazione dei rapporti di lavoro, anche tra Gruppi sportivi civili e Gruppi sportivi militari. Ne emerge un quadro normativo solo parzialmente inclusivo, nel quale le azioni positive adottate, pur rappresentando un progresso rispetto al passato, appaiono ancora insufficienti a realizzare una piena parità degli atleti paralimpici.
Abstract: The article analyses the relationship between sport and workplace inclusion from the perspective of Paralympic athletes and their integration into State sports groups. The article’s objective is twofold: firstly, to provide a comprehensive overview of the constitutional and supranational principles that govern the relationship between the right to work in sport and disability; and secondly, to undertake a critical examination of the Italian Legislative Decree No. 36/2021, assessing its actual ability to guarantee equal opportunities in terms of access to and treatment in the workplace for Paralympic athletes compared to non-disabled athletes. The analysis therefore identifies persistent inconsistencies in both recruitment methods and the classification of employment relationships, including between civilian and military sports groups. The result is a regulatory framework that is only partially inclusive, in which the positive actions taken, while representing progress compared to the past, still appear insufficient to achieve full equality for Paralympic athletes.
