Il motore di ricerca delle riviste Pacini Giuridica.
Visita il Portale
BLOG

Rappresentanza dei lavoratori nei board e diritto antidiscriminatorio

Segnalazioni - Redazione - 20 Febbraio 2026

 

È uscito per l’ETUI il volume Revisiting worker representation on boards: the forgotten EU countries in codetermination studies, a cura di Sara Lafuente , che indaga la presenza (o l’assenza) della rappresentanza dei lavoratori negli organi di governo societario nei Paesi “dimenticati” dalla letteratura sulla codeterminazione.

Il libro propone una lettura innovativa: non assumere la partecipazione come istituto dato, ma analizzarla come esito di equilibri politici, culturali e sindacali specifici di ciascun ordinamento . In questa prospettiva, la rappresentanza nei board diventa un indicatore della qualità della democrazia economica e della struttura dei poteri nell’impresa.

Sotto il profilo antidiscriminatorio, la composizione degli organi di amministrazione e controllo incide direttamente sulla distribuzione del potere decisionale e, dunque, sulle condizioni strutturali in cui possono generarsi – o essere contrastate – discriminazioni sistemiche, in particolare di genere, età, origine o disabilità.

Tre aspetti appaiono particolarmente rilevanti:

  1. Accesso alle posizioni apicali e discriminazione indiretta.
    L’assenza di rappresentanza dei lavoratori nei board può rafforzare assetti decisionali omogenei e autoreferenziali, nei quali i criteri di selezione e promozione restano opachi. In tali contesti, il rischio di discriminazioni indirette (ad esempio nei percorsi di carriera o nelle politiche retributive) è più elevato, perché mancano canali istituzionali di scrutinio interno.
  2. Partecipazione e contrasto ai divari strutturali.
    La presenza di rappresentanti dei lavoratori negli organi di governo può costituire uno strumento di emersione e monitoraggio di fenomeni come il gender pay gap, le disparità nei sistemi premianti o l’esclusione di lavoratori vulnerabili. In questo senso, la partecipazione si intreccia con l’effettività del diritto antidiscriminatorio, trasformandosi da garanzia procedurale in leva sostanziale di uguaglianza.
  3. Intersezione con le politiche di diversity & inclusion.
    Nei sistemi in cui la governance societaria integra la rappresentanza dei lavoratori, le politiche di inclusione non restano solo dichiarazioni di principio, ma possono essere oggetto di controllo e indirizzo strategico. Al contrario, nei contesti descritti nel volume, le strategie di diversity rischiano di rimanere affidate alla sola discrezionalità manageriale.

In una fase in cui l’Unione europea rafforza gli strumenti di contrasto alle discriminazioni e promuove maggiore trasparenza (anche retributiva), la questione della rappresentanza nei board si rivela tutt’altro che neutra: riguarda la struttura istituzionale del potere nell’impresa e, quindi, le condizioni di effettività dell’uguaglianza sostanziale.

Il volume invita a guardare oltre i modelli “forti” e a interrogarsi sulle ragioni per cui, in molti ordinamenti, la codeterminazione non si è consolidata . Dal punto di vista del diritto antidiscriminatorio, questa mappa europea delle assenze e delle resistenze è altrettanto importante quanto lo studio delle esperienze di successo: perché le lacune partecipative possono tradursi in lacune di tutela.

Una riflessione che chiama in causa non solo il diritto societario e le relazioni industriali, ma anche la teoria e la pratica dell’uguaglianza nel lavoro.

 

 

Potrebbe interessarti anche