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Non solo 8 marzo: Giornata internazionale delle Donne nel multilateralismo e crisi climatica

Giornate Internazionali - Loretta Moramarco - 19 Febbraio 2024

 

Ogni 25 gennaio ricorre la Giornata internazionale delle Donne nel multilateralismo, istituita il 23 novembre 2021 dalla Conferenza Generale dell’UNESCO con la risoluzione 41 C/57. Lo scopo della giornata è riconoscere il ruolo essenziale svolto dalle donne nella promozione dei diritti umani, della pace e dello sviluppo sostenibile all’interno del sistema multilaterale. La risoluzione sottolinea anche il ruolo degli uomini nella promozione dell’uguaglianza di genere nel multilateralismo.

Nel 2024 la Giornata è stata dedicata alla parità di genere come parte della soluzione per affrontare l’emergenza climatica. Al termine della stessa sono state redatte una serie di raccomandazioni, come contributo per la UN Ocean Decade Conference, che si terrà a Barcellona ad aprile 2024; per la World Press Freedom Day Conference, prevista per maggio 2024 in Cile e dedicata all’importanza del giornalismo e della libertà di espressione nel contesto della crisi ambientale globale, per il World Science Forum (Budapest, novembre 2024) e per la UN Ocean Conference (Francia, giugno 2025).

Vi è una interessante e non casuale connessione tra il tema scelto per la giornata generale dell’Unesco e la International Day of Women and Girls in Science (A/RES/70/212) che si celebra, ogni anno, l’11 febbraio e che quest’anno è dedicata alla leadership femminile nel raggiungimento dei tre pilastri dello sviluppo sostenibile (sostenibilità economica, sociale e ambientale).

Si discute da tempo dell’esigenza di adottare e attuare frameworks istituzionali e giuridici che siano gender-responsive anche nella lotta ai cambiamenti climatici, come affermato, da ultimo, anche nella COP28 dall’UN Women nel report Feminist climate justice: A framework for action. Uno dei dati più allarmanti è la previsione, al 2050, di 158milioni di donne e ragazze costrette alla povertà a causa delle conseguenze economiche della crisi ambientale.

Audrey Azoulay,  Direttore generale dell’UNESCO, in occasione della Giornata internazionale delle donne nel multilateralismo, nel suo messaggio ha affermato che le donne, pur considerando i cambiamenti climatici un serio problema, sono una piccola minoranza nei tavoli decisionali, compresa la COP28 (15 donne leader su 133). L’obiettivo dell’UNESCO è evidenziare le soluzioni offerte dalle donne leader e promuovere l’istruzione femminile, in particolare nell’educazione ecologica. Per questa ragione l’UNESCO ha lanciato la Greening Education Partnership, un’iniziativa che adotta un approccio globale per affrontare la crisi climatica sfruttando il ruolo critico dell’istruzione. Si tratta di una piattaforma collaborativa per gli stakeholders (comprese le ONG, la società civile, i giovani, il mondo accademico e il settore privato) che mira a preparare ogni studente con le competenze, i valori, gli atteggiamenti e le convinzioni per affrontare il cambiamento climatico.

Le donne e le ragazze, tuttavia, non sono solo soggetti più vulnerabili ai cambiamenti climatici, ma anche attori del cambiamento la cui capacità di agency va rafforzata, anche sottolineando il ruolo che esse possono rivestire come scienziate. Non a caso, le Nazioni Unite dedicano una sezione specifica del sito dedicato alla giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella Scienza alle donne who champion the science behind climate change.

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