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Consiglio d’Europa: Report sull’Italia della Commissaria per i diritti umani

Diritti - Nicola Deleonardis - 16 Febbraio 2024

 

Il recente rapporto della Commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatović si concentra sulle violazioni dei diritti delle persone LGBT in Italia.

La relazione, pubblicata a seguito della visita della Commissaria avvenuta nel giugno 2023, affronta i temi dell’asilo e della migrazione, dei diritti delle donne e dell’uguaglianza di genere, della libertà di espressione, della sicurezza dei giornalisti, della protezione dai reati generati dall’odio e dall’incitamento all’odio basati su SOGIESC (sexual orientation, gender identity and expression, and sex characteristics) e dei diritti dei minori.

Nel Rapporto la Commissaria stigmatizza l’interruzione delle trascrizioni dei certificati di nascita stranieri dei bambini nati dalla maternità surrogata o dalla tecnologia di riproduzione artificiale e la mancanza di tutele per le persone LGBTI contro la discriminazione e l’odio, sollecitando il governo italiano a rafforzare la protezione delle persone LGBTI e delle loro famiglie.

Per quanto riguarda i diritti dei bambini, evidenzia i recenti attacchi contro le famiglie arcobaleno in Italia. Nel 2023, plurimi provvedimenti dell’esecutivo inviati ai Comuni hanno interrotto la trascrizione automatica dei certificati di nascita stranieri dei bambini nati tramite maternità surrogata ovvero anche a seguito di altre tecnologie di riproduzione artificiale, nella parte in cui riportavano anche il nome del genitore intenzionale, invitandoli a registrare solo il genitore biologico.

Come evidenzia il Rapporto, alcuni pubblici ministeri hanno contestato retroattivamente la trascrizione dei certificati di nascita stranieri di bambini nati da genitori dello stesso sesso. A Padova almeno 33 madri su 37 bambini hanno ricevuto la notifica che dichiarava illegittimi i certificati di nascita di bambini figli di due donne. In plurimi casi, la cancellazione è avvenuta a molti anni dall’iscrizione anagrafica: i bambini “perdono” così una madre e, talvolta, anche il proprio cognome da un giorno all’altro. Rispetto a questa sollecitazione, si è opposto come che i genitori possano accedere alla speciale procedura di adozione (la c.d. “adozione in casi particolari”), volta al riconoscimento del genitore intenzionale. Si tratta però di una procedura lunga e comunque soggetta alla discrezionalità della magistratura competente.

D’altronde la Corte europea dei diritti dell’uomo ha chiaramente stabilito che gli Stati devono stabilire un meccanismo per consentire il riconoscimento della relazione genitore-figlio per i genitori non genetici, ad esempio attraverso l’adozione, e che i bambini non dovrebbero essere subire un trattamento deteriore quale conseguenza delle decisioni dei loro genitori, anche per quanto riguarda il concepimento.

Nella propria relazione, la Commissaria conferma come la procedura italiana non sia conforme all’interesse superiore del minore, ricordando le raccomandazioni della Corte Costituzionale italiana, che invitavano a modificare la legislazione in materia, al fine di risolvere queste odiose discriminazioni.

Affrontando altresì il tema dei discorsi e dei crimini d’odio contro le persone LGBT, alla luce dell’aumento della violenza gaylesbobitransfobica, la Commissaria sottolinea la mancanza di una legislazione nazionale contro la discriminazione, l’incitamento all’odio e i reati generati dall’odio che copra l’orientamento sessuale, l’identità di genere, l’espressione di genere e le caratteristiche sessuali (SOGIESC), invitando il governo italiano a colmare tale lacuna.

La relazione della Commissaria rappresenta l’ennesima voce delle istituzioni internazionali che sollevano preoccupazioni su come il governo italiano non riesca a tutelare i diritti umani delle persone LGBTI. D’altronde, la mancanza di tutele legali per le persone LGBTI è evidente nella collocazione dell’Italia nella Mappa Arcobaleno dell’ILGA-Europa, che la vede tra le ultime posizioni fra gli Stati membri dell’UE.

Per approfondire

Report sull'Italia

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