La trilateralità infranta: l’estromissione dei sindacati dal governo dell’immigrazione per lavoro
Sinossi: Il presente contributo esamina il tema del coinvolgimento delle parti sociali nella gestione dell’im-migrazione, con particolare riferimento alla disciplina dell’ingresso e soggiorno per motivi di lavoro. Mentre il posizionamento delle organizzazioni sindacali rispetto all’ingresso dei lavoratori migranti si è rivelato va-riabile nei diversi contesti, le associazioni datoriali si sono mostrate tendenzialmente favorevoli all’ingresso di manodopera proveniente da altri paesi, seppur con preferenze diverse a seconda dei modelli economici nazionali. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro ha promosso un modello partecipativo fondato sul coinvolgimento delle parti sociali, sul presupposto che i soggetti collettivi possano dare un contributo inesti-mabile all’elaborazione, alla divulgazione e alla supervisione delle politiche migratorie. Il legislatore italiano ha inizialmente recepito tale modello, introducendo alcune forme di coinvolgimento bilaterale. Tuttavia, le recenti riforme hanno indebolito il dialogo sociale tripartito e istituzionalizzato il ruolo delle associazioni datoriali nei processi decisionali. Ne emerge un assetto in cui il sindacato risulta marginalizzato, privo di strumenti effettivi di controllo e tutela collettiva nella gestione dell’immigrazione per lavoro.
Abstract: This article analyses the involvement of social partners in the management of immigration, with a focus on the regulation of entry and residence for work purposes. While trade unions’ positions on the entry of migrant workers have varied in different contexts, employers’ associations have generally favoured the entry of labour from other countries, although their preferences have differed depending on national economic models. The International Labour Organisation has promoted a participatory model based on the involve-ment of social partners, assuming that trade unions and employer associations can contribute invaluable ex-pertise to the development, dissemination, and supervision of migration policies. Initially, the Italian legislator adopted this model, introducing some forms of bilateral involvement. However, recent reforms have weakened tripartite social dialogue and formalised the role of employers’ associations in decision-making processes. The result is a structure in which trade unions are marginalised and lack effective mechanisms for control and protection in the management of labour migration.
